La mia Padrona mi ha portato in un bel ristorante di lusso. Il cameriere ci accompagna al tavolo. Siamo entrambi molto eleganti, lei ha un abito da sera di seta nera con un decolté molto profondo. Sbirciando, di profilo, posso scorgere quasi interamente i suoi magnifici seni.
«Ti comando» - dice lei - «Dammelo ora!»
Il locale è quasi pieno, ed io sono imbarazzatissimo dalla richiesta. Per fortuna la tovaglia è molto grande e arriva a coprire quasi interamente le nostre ginocchia.
Con una mano, mentre l’altra tamburella sul tavolo, calo la zip abbasso le mutande e tiro fuori l’uccello. Guardandomi intorno nella speranza che nessuno veda.
«Non va bene schiavo» - fa la padrona - «Tira fuori tutto! Voglio abbassarmi sotto al tavolo e vedere cazzo e palle».
«Sì, Mistress!»
Tira fuori dalla borsa una specie di guinzaglio di cuoio che termina con un cappio. Mi passa un capo, mentre l’altro lo tiene in mano lei.
«Infilaci cazzo e palle dentro»
Obbedisco, sempre controllando che i vicini di tavolo non si rendano conto di nulla. Appena lei si accorge che i miei gioielli sono al guinzaglio, tira un colpo violento, facendo stringere forte il cappio, strangolando i miei genitali in un immenso piacere.
La serata trascorre piacevolmente, sia per l’ottimo cibo che per la gradevole compagnia della mia Padrona. Di tanto in tanto, magari proprio mentre sto per mandare giù un boccone, lei si ricorda di dare un piccolo strappo al guinzaglio, mandandomi di traverso il cibo.
Finita la cena, ordiniamo il caffè. La mia Padrona si allunga leggermente sotto il tavolo carezzandomi dolcemente il cazzo durissimo. Poi tira fuori dalla borsa una piccola bottiglietta vuota, di quelle usate per i medicinali, e me la porge. «Vai alla toilette, fatti una sega e sborra in questo flacone. Poi riportalo a me. Hai tre minuti!».
Slaccio il guinzaglio dal mio pacco, tiro su velocemente la zip e mi dirigo ai gabinetti. Mi chiudo dentro e comincio a segarmi velocemente, fantastico sulle porcherie che la mia padrona potrebbe fare con il mio sperma e, molto prima del tempo a disposizione, esplodo riempiendo completamente il flaconcino di sperma.
Ritorno al tavolo giusto in tempo per il caffè. Appena il cameriere si allontana «Dammi il flaconcino» - fa lei – e, rapidamente, versa tutta la sborra nella mia tazzina.
«Da oggi in poi il caffè lo berrai sempre corretto con la tua crema».
«Grazie Mistress» - dico io sorseggiando il caffè.
Per trovare una mistress, la donna dominante, non è necessario frequentare chissà quali loschi giri. Da una recente statistica elaborata dal mio intuito, il 99% delle donne etero sono potenzialmente dominanti.
Senza per forza arrivare a frustini e tacchi a spillo, oppure a pratiche cruente, il desiderio di sottomettere il maschio è insito nell’animo femminile. Talvolta, osservando una coppia dall’esterno, possiamo immaginare una donna apparentemente asservita. Costei, al contrario, sublima l’istinto di prevaricare con altre forme di dominazione più psicologiche e subdole.
Volete qualche esempio del potere femminile? Basta pensare a pratiche sessuali comuni, come il pompino, oppure a quando è lei a stare sopra. Queste posizioni, come tante altre, permettono alla donna di dominare il nostro piacere.
L’obiettivo del maschio è eiaculare, il piacere della donna è punire ritardando il più possibile l’orgasmo dell’uomo.
Tutto ciò non si tratta di una moda del momento dovuta ad una raggiunta emancipazione femminile. L’adorazione, la venerazione, che l’uomo, solo l’uomo, ha messo in essere nel corso dei secoli nei confronti della donna, raramente trova una contropartita. Anche leggendo i classici, i personaggi maschili che non abbiano goduto di questa sottomissione, che siano stati liberi dal potere femminile, sono una rarità.
Penserete che tutto questo nulla ha a che fare con la FemDom (dominazione femminile), con le classiche pratiche BDSM. Invece tra le usanze BDSM più diffuse c’è la negazione dell’orgasmo, ovvero «orgasm denial» o «teasing & denial» (letteralmente, stimolare e negare), che consiste nel vietare o impedire per un tempo più o meno lungo il raggiungimento dell’orgasmo sessuale.
«L’uomo chiede, la donna concede» - In queste poche parole sono racchiusi secoli di inconsapevole sottomissione maschile.